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PERCORSI DI TIPICITA’, TRADIZIONI

Il giorno 3 dicembre, presso il chiostro Calabria verde della nostra cittadina, si è celebrato un evento prenatalizio: “Percorsi di tipicità , taralli e bocconotti di Acri”.

L’intera giornata si è incentrata sul racconto delle nostre radici e dell’evoluzione della nostra storia. Le tradizioni, come hanno raccontano i nostri ospiti, sono uno specchio che riflette il nostro passato e sono un bagaglio per il nostro futuro. Quando appartieni ad una tradizione ti senti parte integrante di milioni di persone che ti hanno preceduto, proprio nel segno di quella stessa tradizione. Mantenere le tradizioni  significa tramandarle e, soprattutto, mantenere vivo il ricordo di chi le ha trasmesse a noi.

       

 

Bocconotti e taralli sono un esempio della nostra tradizione Acrese che si ripropongono in periodi  particolari dell’anno, come  appunto il Natale.

La mattinata del 3 dicembre è stata deliziata da racconti dei maestri artigiani, come Francesco Montalto, Angelo Fusaro e il dottor Luigi Gallo. All’appuntamento hanno preso parte  il professor Giuseppe Abbruzzo, Simone Bifano, presidente del Rotaract di Acri e Fabio Gallo, responsabile rapporti istituzionali e area progetti della fondazione culturale “Paolo di Tarso”.

Il pomeriggio,invece, è stato dedicato al seminario scientifico su: “Tipicità del territorio fra valorizzazione e salvaguardia con il marchio De. Co”.  Moderatore il presidente del Rotary Club di Acri  Piero Cirino, sono state presentate le relazioni di Valentina Filice e Gaetana La Porta dell’Associazione Scientifica Biologi senza frontiere di Cosenza.  Graditi ospiti, Emilio Servolino, Presidente Assaporagionando,  Carlo Franzisi, Presidente dell’Unsic di Cosenza, Giovanni Misasi, Presidente dell’Associazione scientifica Biologi senza frontiere di Cosenza, Vincenzo Rostanzo, Presidente del Vespa club Acrese e Angelo Mocciaro, Presidente della Pro loco di Acri.

Incontri come questi, sono importanti non solo per noi giovani ma anche per tutte quelle persone che hanno trascorso un’intera esistenza nel creare un calore familiare, un unione a cui aggrapparsi per non perdersi e sentirsi essenziali in  un determinato luogo. Perdere le nostre tradizioni significherebbe perdere le nostre radici e la nostra identità.

È pur vero che per sapere chi siamo dobbiamo, in qualche modo, sapere da dove veniamo!

Al prossimo Rotar-Act!