La Commissione distrettuale Arte e Cultura ha deciso di orientare, per l'anno sociale 2011/2012, le sue iniziative su due fronti che, seppure diversi, sono uniti dall'amore del bello e dalla considerazione che solo la cultura - che è diversa dal nozionismo sterile - può garantire un'adeguata libertà e sensibilità; i progetti, infatti, tendono verso l'arricchimento morale e la sensibilizzazione alla cultura, nel senso più ampio del termine, che devono essere uniti alla salvaguardia del nostro incommensurabile patrimonio artistico che, vista anche la non facile contingenza attuale e le varie emergenze che attanagliano l'Italia, in generale, e il Meridione, in particolare, rendono sempre più urgente la presenza del mondo delle associazioni e l'impiego della cosiddetta società civile, che deve essere il baluardo, nonché la sentinella, dei valori del bello e della salvaguardia del nostro patrimonio, andando ad integrare ed a coadiuvare lo Stato là dove è necessario. Entrambi i progetti possono svolgersi col supporto o dei club operanti sulla zona, oppure da parte di un gruppo di club che decidono di unirsi per condividere il progetto, ammortizzando così le spese e dividendo equamente i costi.
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LINEE GUIDA E FINALITÀ ULTIME
1) LiberaMENTE
Il presente progetto dovrebbe essere realizzato in collaborazione con varie case circondariali (femminili e maschili), nonché con case di correzione per corrigendi. Partendo dalla necessaria premessa e considerazione che la finalità precipua della pena è quella rieducativa, volta al reinserimento sociale, il ruolo del Rotaract - considerato non solo come "palestra di vita" ma anche come ente che può e deve fornire, attraverso occasioni di riscatto e di crescita, non solo opportunità di arricchimento, ma anche fungere da exemplum - sarebbe quello di mostrare con sufficiente chiarezza che il percorso rieducativo può e deve servire nella nostra società. Ciò, inoltre, servirebbe anche ad allentare la concezione che vede in chi delinque un reietto della società, quasi un essere diverso da tenere ai margini di quella che, con enfansi, retorica e pompa eccessiva, viene chiamata società civile.
L'attività, nello specifico, prevede l'acquisto di vari volumi (prosa, poesia, saggistica, volumi di arte, enciclopedie), o il loro reperimento mediante raccolta di libri usati e/o donazioni da parte di privati, e il posizionamento di idonee scaffalature per creare, se non delle vere e proprie biblioteche, almeno degli appositi spazi dove liberare la fantasia, ristorarsi col cibo della mente e trasformare la propria triste esperienza da correttiva in formativa. Così facendo, il Rotaract raggiungerebbe un alto valor formativo ed educativo: la liberazione della mente, nonché la sensibilità e l'arricchimento dato dalla lettura, permetterebbe ai reclusi di comprendere meglio gli sbagli commessi e permetterebbe loro di affacciarsi, con maggiore coscienza e spirito critico, alla loro nuova vita nella società. Ogni Club, quindi, dovrebbe farsi carico di reperire, oppure acquisire a prezzo di favore mediante accordi con case editrici o librerie, un determinato ed eterogeneo quantitativo di libri; ovviamente, ogni gruppo di club dovrebbe nominarsi un coordinatore, in modo da evitare doppioni o un eccessivo settorialismo nel reperimento dei volumi.
2) Adotta un'edicola
In una contingenza temporale quale è la nostra, dove chiaramente si è in una fase che la storiografia inquadra come "Stato debole", cioè di uno Stato che non può, per vari motivi (che oggi sono quasi esclusivamente dovuti alla crisi economica), far fronte agli impegni e ai compiti che istituzionalmente gli toccherebbero, il ruolo delle associazioni private sta diventando sempre più importante e fondamentale. Esse, infatti, hanno il compito non di sopperire alle deficienze dello Stato, bensì di coadiuvare e aiutare la res publica in un momento così travagliato come il nostro.
Idealmente, il progetto si vuole collegare alle attività che negli ultimi anni hanno visto impegnato il Rotaract, sia a livello nazionale che distrettuale, nella tutela e salvaguardia del patrimonio del Belpaese (basti pensare ai restauri di tele, al posizionamento di appositi pannelli illustrativi, ai restauri fatti e al volume-inchiesta sul degrado del patrimonio archeologico-artistico). Così facendo, si vuole passare dalla teoria ai fatti, dalla mera considerazione metafisica al dato materiale ed evidente. Il progetto, infatti, si propone di adottare quei piccoli luoghi di culto, spesso ex voto che la devozione popolare ha voluto dedicare a vari Santi, che, non di rado sconnessi, adornano parecchi angoli delle nostre città e paesi e che sono, al di là della pregevolezza squisitamente materiale, importanti vestigia e testimonianze della cultura popolare, usando il termine nella sua accezione demo-etno-antropologica.
Il progetto prevede una sinergia col mondo universitario, in particolar modo con i Corsi di Laurea in Restauro della Facoltà di Architettura o con la Facoltà/Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali; le loro specifica competenze e interessi, infatti, rendono fondamentale e imprescindibile la
presenza dei laureandi e neolaureati in queste discipline. Ad essi, quindi, è dedicato il progetto, che può essere un valore aggiunto nei curricula dei partecipanti e una prima occasione di lavoro o di messa in pratica degli studi universitari condotti. Nella pratica il concorso, per il quale sono stati stanziati euro duemila (euro 2.000/00) da dividersi tra Calabria e Campania, è rivolto, come già detto, a laureandi e neolaureati che devono presentare una seria documentazione - corredata anche della necessaria tempistica e della nota spese - dell'ipotesi d'intervento sull'edicola, nonché una scheda storico-artistica dettagliata dell'edicola e dell'iconografia contenuta. Tappa successiva è la consegna di tutti queste proposte d'intervento ad una commissione apposita, composta di membri scelti e qualificati per Regione (dovranno essere Presidi di Facoltà, Direttori di Dipartimento o di Corso di Laurea), che assegnerà insindacabilmente la vittoria a uno o più progetti, anche sulla base dei preventivi forniti.
A ciò, ovviamente, possono decidere di partecipare anche dei club, i quali, facendo salva la loro propria autonomia nella scelta delle attività, potrebbero affiancarsi al Distretto nel restauro di altre edicole votive ricadenti su territorio.
La tempistica del progetto, giocoforza, deve prevedere la consegna dei progetti d'intervento entro il mese di gennaio, mentre il restauro dovrà essere completato entro e non oltre il mese di maggio.
Questa attività è estremamente significativa, in quanto permette il ricucirsi di legami devozionali atavici e il recupero di un patrimonio artistico importante, che è minore in quanto a forma monumentale, ma che di certo non lo è in quanto a importanza storica.